"Generazione di spazi improbabili"

Mostra personale di

Xenia   Miranda

La ricerca dell’artista Xenia Miranda è tesa a creare uno spazio modulabile, intercambiabile, dove ogni forma è collocata secondo direttive che suggeriscono una molteplicità di soluzioni alternative. Questo spazio “alterato”, dove ogni forma tonda o acuminata, svettante, robusta o slanciata, avverte la tangibilità di una struttura compositiva tesa a suggerire le infinite possibilità del divenire. Il nesso, che si traduce nelle cose, si trova nelle interazioni che modulano un andamento, nel ritmo che diviene luogo. Trattasi di un gioco di incastri, sovrapposizioni e congiunzioni, che cercano nell’unione una stabilità mai assoluta, in quanto il “definito” è solo l’apparenza di un’immagine, alla continua ricerca di relazioni, un’instancabile ricerca tesa alla comunicazione, nel rapporto stretto di forme, che nel loro legame trovano forza, l’una nel labirinto dell’altra. (Interlaccio; Spazio frammentato; Variante…). Ecco che nelle sue opere scorgiamo il filo interminabile di connessioni tra spigolosità possenti o pallidi arrotondamenti di geometrismi, che sembrano apparire e scomparire in un costante gioco di specchi. Lo “speculare” cerca il suo simile nella complessa danza del “difforme”. Scorgiamo così, una continua rincorsa di forme identiche che si moltiplicano, si avvolgono nell‘espansione del movimento, nell’aerea motilità,  che si traduce nella concretizzazione del concetto di “forma altra”: la genesi del nuovo. (Allineamento; Dentro di sé; Transizione…).  In questo viaggio, fatto di esplorazione di forme ”improbabili” che si susseguono, si ode il richiamo del sé, che diviene scia! La via da percorrere per trascendere…Oltrepassare l’oggettività di forme ragionate solo nell’apparenza, per andare oltre la dimensione della materia ed approdare in una dimensione prima psichica e poi spirituale. La manifestazione di immagini esibite in strutture, in forme codificate, si apre ed evolve, aprendosi all’incontaminato. Diventa testimone di una dimensione mistica, contenitore di quel mistero, quella dimensione del sacro contemplata in maniera diretta, al di là del pensiero logico-discorsivo.

 Il percorso di quest’artista è una sfida insolita, che cerca di coniugare la dimensione dello spirito attraverso una geometria astratta, dove il concetto di astratto rispecchia in pieno l’essenza del suo significato etimologico: il procedimento che tende a sostituire con formule e, in questo caso, con simboli geometrici, la concreta molteplicità del reale. La sua intuizione artistica consiste proprio nel partire da questo per travalicare confini e superfici, per approdare al senso del “differito”, che solo incontrando l’anima, può essere accolto e compreso nella sua totalità. Spesso incontriamo spazi aperti tesi ad una pulizia minimale, che si addentrano nella coscienza di un luogo puro, talvolta esteso e dilatato, o concentrato in punti di saturazione grafica e cromatica, dove si cela il segreto inafferrabile che tiene unito il tutto. Vediamo linee dritte che si fermano, si posano per delineare un territorio, per poi gesticolare  in un’incalzante schema motorio, in una progressione di vedute, dove si proietta ”l’agire”, nel candore di una netta composizione monocroma di bianchi e di neri o in una densa e pastosa atmosfera di cromie che avvolgono geometrie che parlano in un luogo sospeso, in un alternarsi di concretizzazioni materiche evidenti, immediatamente dirette verso lo spettatore, o distanti, collocate nel loro eterno moto “dell’interloquire”. (Senza fine; Sequenze; Sovrapposizioni…). Sono soffuse o vivide scansioni di forme generatrici di immagini, dove si percepisce la lezione di Mondrian di captare dall’equilibrio della natura, l’espansione, il riposo e l’unità, o di captare, dall’utilizzo della linea verticale e orizzontale, le dicotomie dell’essere e del mondo. Forse semplicemente nelle opere di Xenia Miranda scorgiamo dove, nella palpabile concretezza, si cela l’eterno: lo spazio infinito!

Tiziana Rasile

Note biografiche

Nata in Colombia a Santa Maria sulla Costa del Caribe, Xenia Miranda ha frequentato la Scuola di Belle Arti di Baranquilla e successivamente l'Atelier di David Manzur a Bogotà. In Colombia ha partecipato a vari movimenti artisticiin particolare con il movimento "La Huella", realizzando numerose esposizioni, ricevendo una speciale menzioneal XXVIII Salon Nacional De Artes Visuales. Trasferitasi in Italia nel 1983 ha frequentato la Scuola del Nudo e poi l'Istituto Italiano Arte e Artigianato e Restauro a Roma. Si è dedicata quindi, per un lungo periodo dal 1985 al 2006 al restauro di opere d'arte specializzandosi in particolare nei dipinti su tela, affreschi, pale d'altare, icone, ma lavorandoanche sculture in marmo e legno sia in laboratorio che in cantiere. Dal 2007 ha ripreso in pieno l'attività artistica organizzando mostre personali e partecipando a numerose collettive. Dall'inizio , con uno stile espressionista, ha sviluppato un particolare linguaggio mistico nel raccontare sia il mondo reale in paesaggi, borghi, ecc. che, successivamente un mondo sognato, trascendente, spirituale, cosmico. Successivamente,approdando all'astratto geometrico, ha innovato lo stesso sviluppando dei concetti con un tratto inusuale, spirituale, non rigoroso, non logico, ma più emozionale che lascia una profonda sensazione di "appropriato", più vicino alla vera espressione intima dell'anima che non della rigidità e freddezza propria della geometria.

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